Ci siamo spinti sulle montagne per sperimentare anche in altitudine

Viticoltura “estrema”: Pecorino d’alta quota. Nel 2010 abbiamo portato le nostre sperimentazioni sulle montagne, per mettere alla prova il Pecorino in altitudine. Un progetto audace, nel quale abbiamo investito tutto l’entusiasmo di cui siamo capaci. I climi delle zone montane, infatti, sono caratterizzati da combinazioni distintive di temperature, radiazioni solari e ventosità tali da determinare una maggiore variabilità rispetto alle aree pianeggianti delle medesime latitudini.
Le differenze si ripercuotono sulla fisiologia e sul ciclo biologico delle viti: in ambienti montani la maturazione avviene in maniera più lenta e le elevate escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono la sintesi delle componenti aromatiche nei vitigni a bacca bianca, preservandone il contenuto in acidità. E il Pecorino, vitigno tipicamente non allocato in altura, prima d’allora non era mai stato coltivato in quota. Ecco perché il nostro progetto, con qualche ragione, era stato definito di “viticoltura estrema”.

Incontri straordinari: lo chef Niko Romito ospita la sperimentazione

Alla ricerca di un terreno montano ideale siamo approdati a Castel di Sangro, un luogo selvaggio e incantato dove regna lo chef tristellato Niko Romito, divenuto poi nostro compagno in questa avventura.
Nella sua tenuta – che si estende per sei ettari in una delle vallate più belle d’Italia – ha trovato spazio, accanto all’orto e al frutteto, il vigneto sperimentale di Pecorino, a oltre 800 metri di quota.
Così è nato il Pecorino Igp Terre Aquilane Feudo Antico per Casadonna, un vino che già nell’annata di prima vendemmia (2013) parla con chiarezza il linguaggio dell’altitudine: acidità salina, forte mineralità, profumi freschissimi e note agrumate di grande ampiezza olfattiva. Il lavoro svolto in cantina ha unicamente preservato la qualità della materia prima, al fine di esaltarne al massimo le caratteristiche originarie: fermentazione spontanea, affinamento in fusti di acacia e imbottigliamento senza alcun trattamento di stabilizzazione o filtrazione. L’annata 2013 conta appena 800 bottiglie, quanto basta per farci immaginare cosa potrà esprimere nel tempo questo Pecorino d’alta quota.

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